Il life style del presidente Mattarella e la vetrina della sobrietà

feb 25, 2015 No Comments by

ROMA – Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella la parola d’ordine è sobrietà. In un momento in cui la politica è messa sotto accusa per i suoi “privilegi inderogabili“, il viaggio del presidente Mattarella nella sua Sicilia con un volo di linea, e il viaggio a Firenze prima in treno e poi in tram per raggiungere la Scuola dei giovai magistrati a Scandicci, ha destato scalpore e meraviglia fra la popolazione. Un cambio di tendenza quasi netto rispetto al suo predecessore Napolitano, che ha occupato la dorata poltrona del Colle per circa nove anni.

Una strategia di comunicazione nel nome della massima sobrietà che ha inaugurato Papa Francesco sin dal giorno delle sua elezione a pontefice, rinunciando al lusso degli appartamenti papali nel Palazzo Apostolico per una sistemazione molto più modesta nella residenza di Santa Marta.

In un momento in cui la perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni e della politica ha raggiunto punte da record negativo il presidente Mattarella assume un life style che ammette solo tonalità di grigio. Voler accorciare la percezione della distanza fra politica e gente comune è apprezzabile per un capo di Stato che anche in passato ha ricoperto ruoli istituzionali di primissimo livello; da vicepresidente del Consiglio e ministro della Difesa nei governi D’alema e Amato alla carica di giudice della Corte costituzionaleche, incarico che ha onorato fino alla sua elezione a presidente della Repubblica, avvenuta il 31 gennaio del 2015.

Negli ultimi tre anni la condotta di vita del presidente Sergio Mattarella è stata sempre fuori dai riflettori, soprattutto dopo la morte della moglie, tant’è che viveva in un trilocale ad uso foresteria della Corte costituzionale, a pochi metri dal palazzo della Consulta.

Proprio ieri a Firenze, nel discorso che il presidente Mattarella ha tenuto alla Scuola dei giovani magistrati, ha ribadito la necessità della magistratura di conservare un comportamento sobrio che non esalti il protagonismo assoluto, quasi a voler sottolineare il suo stile che oggi diventa quasi un marchio di fabbrica.

Ma la questione è ben più complessa per il nostro Paese. Oltre al buon esempio è indispensabile che le istituzioni, soprattutto alla luce della grave congiuntura economica della nazione, dove le tasse strangolano la ripresa e mortificano l’impresa, si impegnino seriamente a mantenere quelle promesse propagantistiche che vengono messe in campo per edulcorare il consenso del paese.

Ad esempio, la spending review di Carlo Cottarelli, il commissario incaricato dal governo Letta di mettere a punto un piano di tagli per diminuire la spesa dello Stato, non ha sortito nessun risultato. Nonostante un dossier di circa 3000 pagine che elencava punto per punto dove e di quanto è possibile ridurre le spese (dagli enti locali alle società partecipate) per circa 16 miliardi, anche l’attuale premier Renzi fa orecchie da mercante, distogliendo l’attenzione con promesse e proclami che puntualmente vengono disattesi. «Faremo a meno di lui» diceva Renzi  l’estate scorsa, quando le incomprensioni fra il capo del governo e Cottarelli raggiusero il punto di rottura.

Per il governo Renzi «I numeri non sono un problema», in riferimento ai miliardi di spesa da tagliare. Le promesse di Renzi sono come i buoni propositi di quei fumatori incalliti che credono di avere la situazione sotto controllo e quindi in grado di azzerare la loro dipendenza dalla sigaretta in qualsiasi momento, anche se nella realtà tutto questo non avviene a dispetto della condizione dei loro bronchi e dei loro polmoni che minano la loro stessa esistenza.

Non si percepisce dunque nessuna condizione di disponibilità per quanto riguarda il taglio della spesa pubblica del governo. Un esempio per tutti è quello sul taglio delle auto blu, che costano ogni anno alla collettività circa un miliardo di euro, nonostante lo spot propagandistico del presidente del Consiglio all’inizio del suo mandato, con la vendita on-line di una parte del parco auto “blu” direttamente sul sito “e-bay”.

Riuscirà il presidente Mattarella ad imporre il suo life style anche al resto delle istituzioni?

Massimo Manfregola

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Massimo Manfregola è un giornalista con esperienze nel campo della comunicazione della carta stampata e della televisione. È specializzato nei settori del giornalismo motoristico, con una particolare passione per l’approfondimento di tematiche legate all’arte e alle politiche sociali.
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