Ritorna in edicola “Candido”, il quindicinale satirico fondato da Guareschi e diretto da Alessio Di Mauro

nov 02, 2014 No Comments by

Torna in edicola il foglio di satira politica di Giovannino Guareschi, presentato a Roma nel Palazzo Ferrajoli della centralissima Piazza Colonna

ROMA – «Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e il consigliere regionale Giampietro Marchese del Pd, non sono del Pd». Alessio Di Mauro, neo-direttore del rinato quindicinale di satira politica “Candido” fondato nel lontano 1945 da Giovannino Guareschi e da Giovanni Mosca, non poteva trovare spunto migliore che quello preso in prestito da Luca Lotti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Renzi, che appena scoppiò lo scandalo Mose, si rese protagonista di un’improbabile impresa di epurazione politica, prendendo di fatto le distanze dai due indagati del partito democratico sostenendo che il primo, il sindaco Orsoni, non ha mai avuto la tessera del Pd, mentre il secondo, Marchese, aveva la tessera scaduta da tre anni!

Alessio Di Mauro, nella sua inusuale e provocatoria mise da gran cerimoniere, frac e papillon per l’occasione, sogghigna sornione mentre spiega, alla nutrita platea che ha affollato ieri le sale del Palazzo Ferrajoli di Piazza Colonna nella Capitale, quanto sia difficile fare satira politica oggi, avendo dei competitor del Palazzo così abili e agguerriti nel regalare sorrisi in un momento così particolare per la vita democratica del Paese.

Riferendosi sempre alla infelice e paradossale uscita di Lotti dice: «È come se Montezemolo (presidente della Ferrari n.d.r.) affermasse che Alonso non è un pilota Ferrari perché ha la patente di guida scaduta…». Mentre la platea annuisce divertita, il nuovo direttore Di Mauro, già direttore di “Veleno”, l’inserto domenicale di Libero, ne approfitta per rassicurare i lettori su una eredità che impone una certa responsabilità proprio in virtù del fatto che oggi, “sfidare” i politici sul terreno della satira è una guerra persa. «Dunque, d’ora in poi saremo serissimi: la nostra nuova sfida – conclude Di Mauro – si giocherà su una satira garbata ma feroce. Saremo feroci ma sobri un po’ come Monti e la Fornero».

Una bella sfida quella del nuovo Candido anche per il nuovo editore, Luciano Lucarini, non nuovo a certe sfide dopo aver rispolverato la famosa testata Il Borghese con il direttore Claudio Tedeschi, che riporterà in auge il nome della più autorevole testata satirica nazionale, che dal 15 di questo mese ritornerà a vivere in abbonamento postale e nelle edicole di Roma con cadenza quindicinale.

«Se i nostri competitor politici ci fanno ridere per la menzogna, noi lo faremo a modo nostro raccontando la verità»: ribatte così l’editore Lucarini, ringalluzzito e ottimista per il nuovo progetto editoriale che non ha perso quella veste grafica pulita e candida, priva dell’orgia del colore, esattamente come ai tempi in cui il settimanale anticomunista, si fregiava di una rosa di collaboratori illustri come Montanelli e Longanesi.

Testo e foto di Massimo Manfregola

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’articolo è stato pubblicato l’11 giugno 2014

In primo piano l'editore Lucarini con il direttore Alessio Di Mauro

In primo piano l’editore Lucarini con il direttore Alessio Di Mauro

Il primo numero del ritrovato 'candido'

Il primo numero del ritrovato ‘candido’

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