Velletri, nessuna considerazione per i cittadini: l’ufficio elettorale e gli sportelli della Asl nel caos

nov 30, 2016 No Comments by

VELLETRI – Vessati, oltraggiati, oppressi, bersagliati, calpestati, derisi, raggirati, plagiati, perseguitati, ricattati, soggiocati, offesi e chi più ne ha più ne metta. È una parte della costellazione semantica che simboleggia la condizione degli italiani rispetto al mondo delle istituzioni governative. Soprattutto locali. Un microcosmo con il quale quotidianamente il cittadino è costretto a confrontarsi per gestire una burocrazia miope e strafottente, incoerente e sprecona. Se a questo aggiungiamo il particolare periodo storico, in cui il senso civico, la correttezza morale e il senso del dovere di molti operatori del pubblico impiego rende ancora più critico e pesante il rapporto con uno Stato sempre più distante e lontano dai problemi dei cittadini, c’è da riflettere sulla tenuta di questa situazione.

L’Ufficio elettorale del comune di Velletri

Può capitare che alla richiesta di un cittadino italiano di poter votare nel comune presso il quale è domiciliato per motivi di lavoro, l’ufficio elettorale locale accolga la sua domanda con sdegno e ironia, quasi si trattasse della richiesta di grazia di un condannato a morte. È accaduto a Velletri, presso l’apposito ufficio comunale della cittadina veliterna, dove agli inizi di novembre un professionista pugliese il quale, a causa dei suoi impegni lavorativi coincidenti con la data del referendum costituzionale di dicembre, aveva pensato bene di esercitare il suo diritto al voto presso un seggio elettorale della cittadina dei Castelli dove ha stabilito il suo domicilio. Ma il muro della burocrazia dietro il quale molti dipendenti comunali preferiscono trovare protezione è grande quanto l’incapacità di relazionarsi con il contribuente nel tentativo di cercare una soluzione congrua e ragionevole, al di là di quelle che sono le regole ferree e inderogabili di uno Stato senza scrupoli.

Premesso che a Velletri è assai raro che ci siano frotte di turisti desiderosi di imbattersi nella desolazione e nel degrado in cui affoga da anni la cittadina della provincia romana guidata dalla giunta che fa capo a Fausto Servadio del Partito democratico, una volta famosa per le sue ville in cui soggiornavano attori e personaggi del jet set del cinema e della televisione, è alquanto suggestiva la risposta lanciata dal messo comunale dell’ufficio elettorale «Se tutti i turisti volessero votare fuori dalla loro residenza qui sarebbe un caos», una signora visibilmente spaesata e contrariata da una richiesta considerata fin troppo «inconsueta» per coloro che sono abituati ai ritmi placidi e sincopati di certi uffici comunali.

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Senza lasciarsi scoraggiare dalla strenua resistenza dell’ufficio elettorale di Velletri, il nostro signor Rossi – nome di fantasia –  riesce ad avere ragione di un indirizzo di posta Pec, presso il quale redigere una regolare richiesta scritta all’ufficio elettorale di Velletri che poi avrebbero girato agli uffici della prefettura di Roma. Nonostante sia stata certificata l’avvenuta consegna della richiesta a mezzo posta elettronica, l’ufficio comunale di Velletri non ha più dato seguito alla domanda legittima del cittadino in questione. Mai nessuna risposta. Ma questa che abbiamo raccontato non è un caso isolato sulla penosa gestione dei rapporti fra pubblico servizio e cittadini a Velletri, perché anche la Sanità locale non scherza affatto.

Gli sportelli della Asl a gestione autonoma e incontrollata

Fra file bibliche e orari agli sportelli che si contraggono come una molla a seconda delle esigenze personali di coloro addetti alla gestione delle pratiche amministrative, per rinnovare la preferenza o la revoca del medico di base o fare richiesta di esonero per il ticket sui medicinali e sulle visite mediche bisogna mettere in preventivo uno sforzo titanico, a volte impossibile e stressante. Esiste sulla carta un orario per il pubblico che risulta il più critico fra i comuni del servizio distrettuale (quella degli sportelli di Via San Biagio porta gli orari 9.30 – 11.30 e solo nei giorni dispari come riporta anche il sito della Asl regionale: http://www.aslromah.it/cittadino/distretti/servizi%20distrettuali/esenzione_ticket.php) con la riserva dettata dagli stessi operatori dello sportello “revoca e scelta del medico di base” che hanno adottato la tagliola equivoca e beffarda «fino ad esaurimento numeri». In pratica il cittadino che ha l’esigenza di scegliere il proprio medico di base (magari ogni anno perché domiciliato a Velletri per motivi di lavoro) deve sottoporsi ad una serie di “tentativi”, a più riprese, per aver ragione di una semplice registrazione e di un timbro del distretto sanitario.logo-asl_como

Ci domandiamo dove siano finiti i progetti di informatizzazione del sistema sanitario in Italia, si intende quelli che oggi sono di semplicissima realizzazione, capaci di mettere in collegamento telematico una serie di computer ad una banca dati centrale. Persino la Asl nazionale non riesce a “dialogare” con i presidii regionali sparsi sul territorio, costringendo gli stessi cittadini italiani alla compilazioni di moduli, fotocopie e quant’altro; un paradosso se pensiamo alla facilità con la quale molti immigrati in Italia (di cui spesso non conosciamo l’identità e la vera provenienza) ottengono il permesso di soggiorno e tutta una serie di diritti e di agevolazioni legati alla procedura.

La politica centrale – soprattutto di questi ultimi governi – tronfia delle sue discutibili azioni, ha sempre pubblicizzato, a suon di miliardi dei contribuenti e alla stregua di uno spot elettorale sempre di moda, i vari progetti di informatizzazione della pubblica amministrazione. Il ministero della Sanità ha spesso parlato delle nuove frontiere della tecnologia in supporto dei malati cronici e degli anziani più disagiati, pubblicizzando servizi come il Medtronic e Carelink Network, gli strumenti per il monitoraggio remoto di pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili i quali, se utilizzati con una procedura di standardizzazione informatica su territorio nazionale, oltre ad un cospicuo risparmio ecoomico da parte dei presidii locali, innalzerebbe la qualità del servizio ai cittadini bisognosi di cure sanitarie e di servizi in modo esponenziale.

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Ma in un Paese in riserva di ossigneo, dilaniato dalla corruzione e dal malcostume, ogni buon proposito rimane fine a se stesso e utile solo ad alimenatare racconti di fantascienza nazionale di cui fa grandi scorpacciate la politica di ogni settore.

Massimo Manfregola – giornalista

30/11/2016

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Massimo Manfregola è un giornalista con esperienze nel campo della comunicazione della carta stampata e della televisione. È specializzato nei settori del giornalismo motoristico, con una particolare passione per l’approfondimento di tematiche legate all’arte e alle politiche sociali.
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