A Roma si inaugura la quinta edizione dell’International Catholic Film Festival

nov 02, 2014 No Comments by

ROMA – Non si poteva scegliere scenografia migliore dello sfondo radioso della papale basilica maggiore di San Pietro in Vaticano per la presentazione ufficiale della quinta edizione dell’International Catholic Film Festival di Roma, che si svolgerà dal 20 al 26 giugno. La terrazza dell’Istituto Maria Bambina di Via Papa Paolo VI ha offerto un panorama ineguagliabile su uno scorcio della Città Eterna che è considerato il simbolo universale della cristianità, dove storia e religione si fondono assieme in un miracolo architettonico i cui segreti sono celati nella vita di personaggi illustri della caratura di Raffaello, di Michelangelo e del Bernini.

Universale è pure la candidatura dei 1600 film che sono stati iscritti da ben 120 Paesi, così come ci spiega l’ideatrice di questa grande manifestazione, la cineasta Liana Marabini nonché presidente della medesima kermesse artistica, nei suoi modi garbati e appassionati nel corso della conferenza stampa di questa mattina: «Sono felicissima e soddisfatta dei lavori che abbiamo selezionato per questa nuova edizione del Festival – annuncia serafica la regista che conta al suo attivo numerose produzioni di film che ripropongono la centralità dell’uomo attraverso storie di vite vissute con grande valore morale -. Grazie al nostro Festival, riusciamo a garantire una certa distribuzione a moltissimi film anche attraverso i canali televisivi; un modo per promuovere e di evangelizzare attraverso il cinema, il lavoro e la passione di tanti attori e registi che diversamente avrebbero maggiori difficoltà nell’affermarsi nel settore».

Due sono le novità annunciate per quest’anno: una è la neonata Associazione internazionale “Friends of the Festival”, che ha come obiettivo quello di diffondere i valori della kermesse nelle scuole e nelle università; la seconda riguarda l’istituzione di un Premio della stampa cattolica, a partire dalla edizione del 2015, attribuito ogni anno dai giornalisti ad un film che entrerà in finale.

L’International Catholic Film Festival, nata nel 2010 sotto l’Alto Patronato del Pontificio Consiglio della Cultura, il cui premio simbolo è il Pesce d’Argento quale primo simbolo cristiano, incarna soprattutto un ruolo educativo assecondando quegli aspetti più reconditi dell’animo umano che monsignor Franco Perazzolo, membro della Giuria, definisce come cardini di una buona rappresentazione cinematografica. «Il grande cinema non riproduce, non copia, ma evoca – ci spiega monsignor Perazzolo con sottile stile critico, che poi aggiunge -. Un cinema interessante deve saper raccontare i grandi drammi della vita, con lo stesso pathos e lo stesso impeto che solo l’animo umano sa far emergere di fronte a certe manifestazioni del nostro vissuto, così come fece a suo tempo un film di Alfred Hitchcock dal titolo “Io Confesso” che ha segnato i miei ricordi da adolescente, nella drammatica storia di un prete che viene accusato incolpevolmente di un omicidio». Monsignor Perazzolo si appassiona al dibattito e conclude con una frase di Papa Francesco, secondo cui “non ci devono essere ostacoli fra l’interno del tempio e la piazza, ma libera circolazione”. Una frase profonda, quella del Pontefice, che monsignor Perazzolo raccoglie come buon auspicio della manifestazione cinematografica nell’ottica di saper raccogliere quelle che saranno le sfide per un processo culturale sempre più aperto agli stimoli esterni.

Tornando al Festival, sono complessivamente sette i premi che verranno assegnati: miglior film, miglior documentario, miglior cortometraggio, migliore attrice/attore protagonista, migliore regista, e due Premi speciali (Capax Dei Foundation Award e Associazione “Friends of the Festival” Award). Sono questi i numeri della quinta edizione dell’International Catholic Film Festival, le cui terne finaliste sono state annunciate questa mattina a Roma.

Queste le terne finaliste in concorso nelle diverse categorie:

Miglior cortometraggioCercavo qualcos’altro (di Alessio Rupalti, Italia);

Sain Dee Dee (di Helen Baldwin Kingkade, Usa);

The passion of Veronica (di James Day, Usa).

Miglior documentarioVoyage au coeur du Vatican (di Stéphane Ghez,Francia);

Nolite timere (di Giuseppe Tandoi, Italia);

Untameable Cardinal (di Mirela Cigic e Ivan Cigic, Croazia).

Miglior attrice/attore protagonista: Doris Guillén (Ana de Los Angeles in Love and Faith di Miguel Barreda Delgado, Perù);

Juliet Stevenson (Madre Teresa in The letters, Usa);

Iñigo Etayo (Ramón Illa in Un Dios prohibido, Spagna)

Miglior regista: William Riead (The letters, Usa);

Stéphane Ghez (Voyage au coeur du Vatican, Francia);

Cheyenne-Marie Carron (L’Apôtre, Francia).

Miglior filmThe letters (di William Riead, Usa);

Un Dios prohibido (di Pablo Moreno, Spagna);

L’Apôtre (di Cheyenne-Marie Carron, Francia).

Quest’anno la Giuria sarà presieduta quest’anno dal produttore austriaco Norbert Blecha. Sarà inoltre assegnato il Premio speciale della Capax Dei Foundation al film, anche fuori concorso, che ha inciso maggiormente come strumento per la diffusione dell’arte sacra.

Nei giorni 25 e 26 giugno sono previste delle proiezioni dei film finalisti riservate alla stampa.

Massimo Manfregola

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’articolo è stato pubblicato il 19 giugno 2014

Nella foto in alto: da sinistra, la principessa Maria Pia Ruspoli, Mons. Franco Perazzolo e Liana Marabini (foto Daniel Ibáñez, ICFF)

Nella foto in basso: monsignor Franco Perazzolo e l’attrice Maria Pia Ruspoli

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