Auto, viaggiare in sicurezza: ecco alcune regole da seguire per guidare senza sorprese

lug 17, 2015 No Comments by

ROMA – Siamo per tradizione un popolo di naviganti, anche se l’imbarcazione preferita rimane l’automobile. A partire dal famoso boom economico degli anni sessanta, l’uso massiccio dell’automobile è diventato uno stile di vita per molti italiani. Da un censimento del 2013 sono circa 37 milioni gli autoveicoli in circolazione nel nostro Paese. Un dato che, nonostante il protrarsi della difficile congiuntura economica, offre una fotografia significativa del Bel Paese, dove esiste un’automobile per 1,65 abitanti.auto-traffico-890x593

Una “convivenza” a volte difficile, quella con l’automobile, a causa del traffico asfissiante e delle precarie condizioni della rete stradale nazionale, che sempre più spesso rappresenta una delle cause principali di incidenti stradali, oltre alla cronica incapacità di controllo sul mezzo meccanico e della guida in stato di ebbrezza.

Ma è spesso la scarsa attitudine di molti italiani alla gestione e alla manutenzione dell’auto a creare molti problemi per quanto riguarda le cause che sono alla base dei numerosi incidenti stradali che segnano tristemente molti spostamenti in automobile nel Bel Paese. Il tirocinio di apprendistato previsto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’acquisizione della patente di guida è insufficiente e per nulla strutturato ai fini della formazione di un bravo guidatore. La scarsa conoscenza del mezzo e soprattutto l’inadeguatezza nelle determinazioni di quelle che sono le dinamiche che interagiscono nella guida dell’auto sono la risultante negativa di molte conseguenze legate alla sicurezza. Per non parlare della eccessiva disinvoltura con la quale gran parte dei patentati accede all’agognato documento per l’autorizzazione alla guida.

Uno schema rappresentativo della traiettoria ideale della percorrenza in curva

Uno schema rappresentativo della traiettoria ideale della percorrenza in curva

Mettersi al riparo da alcune sorprese, soprattutto nel periodo dell’esodo estivo, è possibile. Prevenire gli inconvenienti legati alla scarsa manutenzione del mezzo meccanico può garantire una certa tranquillità anche economica nel caso in cui si fosse costretti a tamponare l’emergenza nel pieno delle nostre vacanze.cerchi-in-lega_masman

Oltre allo stato di usura degli peneumatici, Il controllo della loro pressione è fondamentale. Tanto per cominciare, più volte all’anno, almeno in corrispondenza del cambio delle stegioni, bisognerebbe verificare la perfetta tenuta e il gonfiaggio delle quattro ruote della nostra auto. La differenza di temperature fra estate e inverno influenza il rendimento e la performance degli pneumatici, che sono gli unici elementi di contatto al suolo della nostra autovettura. Per la pressione ottimale bisogna attenersi alla scheda tecnica del costruttore, che tiene conto innanzitutto della larghezza e del dimetro del cerchio omologato per il tipo di automobile, oltre che al materiale di costruzione.

È buona regola tenere sempre sotto controllo la pressione degli pneumatico con un manometro che permetta di misurare il giusto gonfiaggio

È buona regola tenere sempre sotto controllo la pressione degli pneumatico con un manometro che permetta di misurare il giusto gonfiaggio

È consigliabile che la pressione degli peneumatici venga misurata a “freddo”, evitando di effettuare misurazioni dopo che l’autovettura abbia già effettuato un tratto di strada, soprattutto in estate, quando la temperatura dell’asfalto può superare abbondantemente i 40°C. Infatti, il rotolamento del peneumatico al suolo (già caldo) provoca un aumento della temperatura dello stesso e quindi anche della pressione al suo interno, falsando di fatto quella originale d’esercizio. Un piccolo trucco è quello di gonfiare gli pneumatici con una buona scorta d’aria prima di parcheggiare la nostra autovettura, magari la sera prima di affrontare un lungo viaggio e, dopo essersi dotati di un manometro adatto, misurare la pressione la mattina presto, quando la temperatura esterna dell’aria è ancora fresca e mite, prima ancora di mettersi in viaggio verso la nostra meta preferita.

Il buon bilanciamento della nostra autovettura, soprattutto a pieno carico, è dato anche dall’ottimo stato dei nostri peneumatici e dalla loro pressione atmosferica. Da questi due fattori dipendono  il loro inserimento e la buona percorribilità delle curve e non ultimo la possibilità di rallentare il mezzo nel più breve spazio di frenata possibile.

Soprattutto con la canicola estiva è buona norma controllare il livello dei liquidi refrigeranti del radiatore

Soprattutto con la canicola estiva è buona norma controllare il livello dei liquidi refrigeranti del radiatore

Anche il controllo generale dei livelli di acqua e olio nel cofano della nostra autovettura sono fondamentali per determinare lo stato di efficienza del nostro motore. Per il primo basta verificare che il livello del liquido nella vaschetta dell’acqua del radiatore raggiunga il limite ottimale riportato dall’indicazione prestampata sull’involucro di plastica.

Mentre per quello dell’olio è indispensabile che questa operazione venga eseguita con la nostra autovettura parcheggiata in piano, dopo aver spento il nostro motore da alcuni minuti, in modo che l’olio di lubrificazione si raccolga nella coppa dell’olio e il livello si sia stabilizzato. Meglio se fatta a motore freddo, prima di mettere in moto la nostra auto per cominciare un viaggio. L’operazione è semplicissima: una volta individuata la stecca dell’olio, bisogna sfilarla e ripulire la parte sporca di olio con un fazzoletto di carta assorbente per tutta la sua lunghezza. A questo punto riposizionare l’asta nella sua sede e sfilarla dopo qualche secondo in modo che sia possibile individuare il “pescaggio” dell’olio nella zona in cui l’asta mostra un indicatore piatto a fettuccia proprio in corrispondenza della zona più esposta al contatto dell’olio all’interno del basamento del motore.

Le fasi del controllo olio motore con la

Le fasi del controllo olio motore con la “lettura” attraverso l’apposita stecca che rileva il livello del lubrificante nel motore

Il livello dell’olio deve essere compreso tra la tacca del minimo e quella del massimo presenti sull’asta di livello: può essere necessario un rabbocco. All’occorrenza bisognerà integrare l’olio mancante con del lubrificante nuovo, cominciando con piccole quantità, fino al raggiungimento del livello ottimale. È buona norma, per mantenere la lubrificazione del nostro motore in piena efficienza, la sostituzione dell’olio ogni 10 mila chilometri percorsi, ed evitare di superare la soglia dei 15 mila.postura_guida_masman

Oltre alla manutenzione ordinaria di facile attuazione, per guidare il sicurezza occorre dedicare una certa attenzione anche alla posizione di guida. Una posizione troppo “sdraiata” è penalizzante sia sotto il punto di vista della capacità di reazione nei movimenti che sotto il punto di vista ergonomico della guida. La migliore postura per il conducente di un’auto è quella che prevede un’angolazione dello schienale tale da permettere alle braccia una piegatura di circa 45 gradi rispetto agli avambracci nella presa delle mani sul volante. In questo modo è più facile poter interagire con eventuali manovre d’emergenza rispetto alla rotazione del volante che deve avvenire con entrambe le braccia che spingono nella direzione voluta. Anche gli arti inferiori devono assumere una posizione comoda rispetto alla pedaliera, in modo che gambe e piedi possano avere il massimo controllo dei movimenti. Una buona posizione di guida, comoda e confortevole, ha delle positive ripercussioni su tutto il corpo e quindi anche nella qualità di guida nel corso del viaggio.posizione_guida_volante_masman

La guida in Autostrada

Troppo spesso proprio la distrazione, a volte nell’uso indiscriminato del telefonino alla guida, è la causa di incidenti soprattutto in autostrada, dove l’attenzione deve essere massima. In un Paese dove il 90% del trasporto delle merci avviene su gomma (in Europa siamo il secondo Paese, dietro alla Spagna, per la quantità di merce autotrasportata) con un totale di circa 5 milioni di autoveicoli (autocarri merci, speciali e motrici) che affollano la nostra rete stradale e autostradale nazionale, e le infrastrutture sono spesso fatiscenti e inadeguate (vedi la costruzione della Salerno-Reggio Calabria), è facile immaginare quanto siano precarie le condizioni di sicurezza per gli automobilisti sulle nostre strade.traffico_camion_autostrade

Se a questo aggiungiamo l’incapacità di molti patentati nel saper gestire consapevolmente il mezzo meccanico sulle nostre autostrade, spesso ridotte ad un imbuto ad una sola corsia a causa della quantità esagerata di mezzi pesanti costantemente in viaggio sui principali nodi autostradali del nord e del sud Italia, è un miracolo se la quantità di incidenti non sia ancora più elevata rispetto alle statistiche dell’Automobile Club Italia.autostrada-a24

Il superamento dei limiti di velocità non rappresenta la sola discriminante della sicurezza stradale, così come spesso certe istituzioni governative vogliono far credere. Soprattutto sulle autostrade italiane, la cui costruzione di viadotti, gallerie e curve sono state imposte da compromessi politici e dalla olografia del territorio costiero (vedi la bretella dell’A14 da Vasto fino Urbino) e da quello collinoso in prossimità dei valichi montani fra Toscana ed Emilia, è indispensabile avere una buona esperienza di guida alle spalle. Un bagaglio di buona pratica di guida che non sempre coincide con un apprendistato legato al numero dei rinnovi della patente.

Molto spesso le cattive abitudini di guida si dilatano negli anni e, paradossalmente, in alcuni casi vengono ereditate incosapevolmente da figli ed amici del guidatore che ha magari prestato la sua “esperienza” di asso del volante nel tirocinio formativo di apprendistato dei neo-patentati. Da troppo anni l’idoneità alla guida passa attraverso un iter formativo fin troppo relativo rispetto ai concetti di guida sicura. Le Scuola Guida, così come sono strutturate a livello istituzionale, non assolvono in pieno al loro compito di istruire alla guida in ogni condizione un principiante e, tantomeno, effettuare una selezione radicale nei confronti di coloro che non posseggono le attitudini alla guida.

Molto spesso siamo spettatori impotenti di fronte a manovre fin troppo disinvolte messe in atto da sprovveduti automobilisti sulle nostre autostrade. Una fra tante è l’uscita dai distrubutori di benzina, dove sono in molti ad “avventurarsi” sulla corsia di accelerazione senza capire che in quella circostanza bisogna accelerare e percorrere tutto il tratto a disposizione con una certa attenzione ai veicoli che sfrecciano sulla corsia principale. Per la gran parte degli automobilsti non c’è distinzione fra partenza da un incrocio e la manovra che ci permette di immetterci in autostrada, calcolando spesso male sia i tempi che gli spazi, con il rischio che l’automobile appena partita diventi un pericoloso ostacolo in movimento nei confronti di coloro che sopraggiungono, in particolare dei classici bisonti della strada, con poderose motrici e rimorchi chilometrici.

Ma bisogna fare i conti anche con la cattiva manutenzione di alcuni tratti della fitta (e costosa) rete autostradale nazionale. Scarsa illuminazione in alcune gallerie e fondo stradale gibboso sono gli inconvenienti più ricorrenti. L’approccio che bisogna avere in autostrada è quello di una bravo professionsita del volante: innanzitutto evitare di affrontare un viaggio dopo aver mangiato abbondantemente, e cercare di avere un’andatura regolare, con una guida fluida che tenga conto soprattutto di coloro che ci seguono, facilitando le manovre delle autovetture che hanno un’andatura più spedita della nostra.

L’uso del freno e il bloccaggio dell’auto

Una delle manovre più delicate nella guida dell’auto è la frenata. Evitare un ostacolo in autostrada diventa una manovra ancora più complessa, e limitarsi a premere il piede sul pedale del freno non sempre è sufficiente. Essere sempre concentrati alla guida diventa fondamentale, soprattutto per prevenire e gestire situazioni di emergenza. È importante guidare cercando di indirizzare la nostra attenzione anche alle vetture che ci precedono, in modo da avere una certa consapevolezza di quello che accade nel raggio dei cento metri del nostro percorso.frenata

Questo ci permette di gestire al meglio una eventuale situazione di pericolo, come ad esempio una frenata per evitare un ostacolo, con dei tempi di reazione più efficaci rispetto ad un imprevisto che colpisce i nostri sensi istantaneamente. Con i moderni sistemi antibloccaggio Abs è assai più facile rallentare l’auto e quindi bloccarla senza una repentina perdita di aderenza delle ruote anteriori.  In quei momenti è indispensabile mantenere sempre il sangue freddo, tenere ben premuto il piede sul pedale del freno, e cercare di capire (anche con un minimo di intuito) come affrontare l’emergenza e dove indirizzare l’auto per evitare di innescare situazioni di pericolo.

Frequentare un corso di Guida Sicura è il regalo migliore che possa farsi un bravo automobilista. Pochi giorni di corso di frequenza presso una delle diverse scuole di pilotaggio sparse sugli autodromi più accreditati della nostra Penisola, possono fare la differenza in situazioni critiche. Buon viaggio.

Massimo Manfregola

Credits: Tavole Gabriele Pirovano

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Massimo Manfregola è un giornalista con esperienze nel campo della comunicazione della carta stampata e della televisione. È specializzato nei settori del giornalismo motoristico, con una particolare passione per l’approfondimento di tematiche legate all’arte e alle politiche sociali.
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