La Francia certifica il Phantom e si apre al lavoro aereo

nov 06, 2014 No Comments by
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Il ministro dei Trasporti francese Frédéric Cuvillier, fautore di una politica di sviluppo dei droni per il lavoro aereo

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Il documento di certificazione della Dgca francese (l’equivalente della nostra Enac) per il Phantom 2 della Flying Eye

In Francia esistono 220 droni certificati dalla Dgca, grazie ad un regolamento chiaro e flessibile. In Italia la situazione è assai diversa: molta confusione e idee ancora poco chiare

I cugini transalpini della Dgca (l’equivalente francese della nostra Enac) sembra abbiano le idee più chiare su come gestire l’intricata matassa delle autorizzazioni sul volo dei droni, che fanno riferimento al Regolamento del parlamento europeo e del Consiglio (Ce) N° 216/2008. La Francia, a cui va il primato di aver stilato il primo quadro normativo per droni civili, ha concesso la certificazione al volo Apr per il Phantom 2, il quadricottero della Dji che è fra i modelli portatili più diffusi anche in Italia. L’omologazione, che certifica la costruzione in serie di questi modelli, è arrivata ad una società francese, la Flying Eye, che ha base ad Antibes, sulla Costa Azzurra.

Il Phantom 2 della Flying Eye è stato oggetto di modifiche particolari che lo rendono impermeabile all’umidità per quanto riguarda connettori ed elettronica per un peso complessivo al decollo di 1,280 Kg, compresa la fotocamera GoPro Hero3 montata sull’apposito gimbal brushless Zenmuse. Il prezzo “chiavi in mano” di questo velivolo Phantom 2, riconosciuto dalla Dgca francese dopo aver superato una serie di test da stress della durata di 4 ore, fornito di telemetria Osd, trasmettitore video a 5.8 GHz 25mW (compreso di monitor Lcd 7”), è di 1.990 euro. A conti fatti, si deduce che il prezzo della sola certificazione per questo speciale modello è di circa 600 euro. Il potenziale acquirente, quindi, rivolgendosi alla Flying Eye di Antibes, potrà acquistare un velivolo Phantom 2 e ricevere il tanto osannato certificato di conformità per il volo nella categoria D (meno di 2 Kg); omologato per il sorvolo di scenari di tipo S1 e S3, vale a dire rispettivamente per zone rurali (S1) e aree urbane (S3), secondo l’approvazione delle direttive del decreto dell’11 aprile 2012, sulla progettazione di aeromobili civili che operano senza pilota a bordo.

In Francia, dunque, chi vorrà utilizzare un quadricottero di piccole dimensioni si imbatterà in scenari regolamentari meno fumosi e meno rigidi rispetto a quelli fino ad ora emanati dall’Enac, che distingue solo due sole categorie di droni: quelli con peso superiore e inferiore ai 25 Kg di peso. Enac ha promesso, ma ancora non si sono viste, regole semplificate per i velivoli sotto ai 2 Kg. Per gli amici francesi sarà così meno difficile svolgere attività di lavoro aereo con un drone: basterà acquistare un Phantom 2 omologato, assicurarsi e iscriversi ad uno dei corsi di formazione per l’abilitazione al pilotaggio.

LE CATEGORIE DELLA DGCA FRANCESE PER LA CLASSIFICAZIONE DEI VELIVOLI SENZA PILOTA

Categoria A :

– Aeromodelli motorizzato con massa massima inferiore a 25 kg spento o, per aeromobili gas inerte , massa totale (massa e carico strutturale iniziata) inferiore a 25 kg, costituito da un unico tipo di propulsione e secondo le seguenti limitazioni :

– Motore: cilindrata totale non superiore a 250 cm ³ ;

– Motore elettrico : potenza totale inferiore o uguale a 15 kW ;

– Turboelica : potenza totale inferiore o uguale a 15 kW;

– Reattore : spinta totale superiore a 30 daN , con un rapporto spinta / peso non superiore a 1,3 combustibile;

– Aria calda : massa totale del gas in bombole incorporati sotto o pari a 5 kg ;

– Ogni prigioniero aeromodelli .

Categoria B : tutti i modelli di aeromobili non conformi ai requisiti della classe A.

Categoria C : velivoli senza pilota che non sono aeromodelli, peso massimo al decollo inferiore a 150 kg .

Categoria D : velivoli senza pilota che non sono di aeromobile, motorizzato o non, non confinato, con una massa massima inferiore a 2 kg , o fuori, per gli aeromobili gas inerte, massa totale (massa e carico strutturale effettuata) meno 2 kg .

Categoria E : velivoli senza pilota sono aeromodelli che non sono di classe C o D , motorizzato o non, peso massimo al decollo inferiore a 25 kg o di aeromobili senza pilota inerte massa totale del gas (massa strutturale e carico trasportato) inferiore a 25 kg .

Categoria F : velivoli senza pilota che non sono aeromodelli, peso massimo al decollo inferiore a 150 kg non soddisfano i requisiti della categoria C , D o E.

Categoria G : velivoli senza pilota che non sono di aeromobile, che non soddisfano i criteri per le categorie C e F.

LA FRANCIA HA GIA’ UN PIANO D’IMPRESA PER I DRONI

In Francia, sono già 220 gli operatori che godono di autorizzazioni per i droni, e la maggior parte conduce missioni di osservazione (fotografie, ricognizioni aeree, monitoraggi degli incendi, strutture o reti ispettive), o di formazione relative a questo tipo di missione. In termini di “factory”, sono14 le aziende francesi che godono della certificazione della Dgac per la progettazione di droni. Il ministro francese dei Trasporti, Frédéric Cuvillier, famoso per aver annunciato un nuovo quanto curioso piano per la ciclabilità che prevede un incentivo economico tra i 21 e i 25 centesimi per chilometro percorso dai cicloamatori transalpini per migliorare la mobilità cittadina, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dalla Dgac: «Il regolamento francese è equilibrato: permette lo sviluppo di un promettente business, pur mantenendo un elevato livello di sicurezza per gli utenti della strada. I droni civili – continua il ministro Cuvillier – rappresentano una tecnologia innovativa che definirà il nostro futuro, e al tempo stesso incoraggia le società francesi nell’ottica di promuovere nuovi appalti sia in Francia che all’estero».

L’ITALIA ARRANCA FRA INCERTEZZE E MISTERI

In questo senso è sconfortante fare un parallelo con l’Italia: la politica nazionale non ha ancora messo a fuoco il problema e soprattutto non ha le idee chiare sul potenziale dei droni nello sviluppo di un settore che ha già raggiunto un buon numero di professionisti e appassionati. L’Enac, l’organismo preposto in Italia alla certificazione del volo civile, e quindi anche alla regolamentazione dei sistemi Sapr (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), mostra una certa difficoltà nel definire in modo specifico e chiaro i contorni di una situazione che per molti aspetti potrebbe pregiudicare seriamente il futuro commerciale degli operatori italiani nel contesto europeo.

In un settore industriale in piena ascesa, che alcune stime attestano pari ad un valore rispondente al 10 per cento dell’intero indotto aeronautico, non ci può essere spazio per le improvvisazioni. Si auspica un certo allineamento regolamentare rispetto agli altri paesi della piattaforma europea come la Francia. Incompatibilità attuativa e regolamentare, anche nell’ambito della sicurezza e delle polizze assicurative, sono gli scogli ancora da superare. I centralini dell’Enac non riescono a gestire al meglio le numerose telefonate di utenti che chiedono informazioni precise per mettersi in regola a dispetto di proroghe e regolamenti per molti versi inadeguati. Riuscire a parlare con un con un responsabile Enac è assai complicato quanto a volte impossibile: pare che l’ordine tassativo sia quello di non smistare telefonate e ancor meno dare informazioni. E utilizzare il servizio di posta elettronica messo a disposizione degli utenti non cambia le cose.flying_Eye_drone_phantom

Insomma c’è caos. Forse troppo. Tanto è vero che in un breve comunicato, l’Enac afferma che al momento non esistono scuole di volo autorizzate per conto dell’Ente, a rilasciare certificati o abilitazioni. Finora l’unica azienda che può fregiarsi di aver ottenuto dall’Enac un permesso di Volo in spazio Aereo non segregato è la “Aermatica S.p.A.” di Venegono Superiore, in provincia di Varese, per il suo Apr “Anteos”. Senza trovare riscontro, abbiamo provato a contattare i responsabili della società, che opera in collaborazione con il dipartimento di ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano, per le attività sperimentali nel campo delle rilevazioni termografiche degli edifici, con l’obiettivo di ricevere informazioni più dettagliate sulla certificazione che la “Aermatica” ha ottenuto per il suo drone “Anteos”, che attualmente vende con uno sconto del 10 per cento sul prezzo di listino e di un ulteriore del 5 per cento per i soci di Assorpas. Ci auguriamo che la chiarezza, quanto prima, prenda il sopravvento. Intanto il mercato, sospeso e in riserva di ossigeno, inesorabilmente langue.

Massimo Manfregola

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo è stato pubblicato il 7 maggio 2014

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Massimo Manfregola è un giornalista con esperienze nel campo della comunicazione della carta stampata e della televisione. È specializzato nei settori del giornalismo motoristico, con una particolare passione per l’approfondimento di tematiche legate all’arte e alle politiche sociali.
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