La cultura ladina nelle sale del Castello di Tor a San Martino in Badia

nov 17, 2014 No Comments by
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Antica pergamena che porta la data del 6 aprile 1347, redatto ad Avignone durante il pontificato di Clemente VI

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Il Castello di Tor a San Martino in Badia

SAN MARTINO IN BADIA – Una gita da segnare sul programma di ogni turista che transita in Val Badia, è certamente quella per la visita al Ciastel de Tor (Castello di Tor), a San Martino in Badia. Non più di 15 minuti d’auto dal piccolo abitato di La Valle, ad esempio, sono sufficienti per raggiungere l’abitato di San Martino in Badia, popolato da circa 1.700 persone. Il paese è considerato la culla della cultura Ladina, ed è per questo che la visita al castello che sovrasta il paese è d’obbligo per una “full immersion” in quella che è la storia del popolo Ladino che ha popolato queste valli sin dall’antichità.

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Una delle camere del Castello con vista sulla Valle

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L’interno della Torre con la riproduzione delle spartane scale in legno che portavano ai piani superiori del Castello

Ed è proprio all’interno del castello di Tor, a partire dal 2011, si trova il famoso Museo Ladino. Gli oggeti ed i documenti esposti forniscono informazioni sulla storia, sulla lingua ladina, sulle leggende, l’archeologia, il turismo ed anche sull’artigianato delle valli dolomitiche ladine. Ed inoltre, presso il cortile interno del castello si svolgono numerose manifestazioni culturali come concerti, seminari o anche mostre temporanee.

I registri storici documentano che e nel 1230 fu edificata una torre abitativa isolata ed articolata su tren piani dai ministeriali dei vescovi di Bressanone. Documentato viene questo per la prima volta nel 1290 con il nome “Turris in Geder”, il quale rappresenta il cuore del giudizio di “Torre in Quadra”. In questo ambito il castello viene affidato come feudo ai Signori di Rodank-Schöneck fino al 1331.

Negli anni seguenti l’edificio venne ampliato con un muro di cinta merlato con camminamento di ronda ed un palazzo di piccole dimensioni. Ed anche la torre fu rialzata di due piani e di seguito usata come granaio. I prossimi lavori di ristrutturazione ebbero poi luogo nel 1500. In ambito di questa fasi di lavoro venne ampliato il palazzo romanico ed inoltre addossate al muro di cinta due torri circolari.

Ma dopodichè i vescovi di Bressanone persero il dominio secolare sul giudizio di Torre in Gader, il castello fu acquistato nel 1803 da contadini. E fino alla trasformazione in un museo, il castello era ancora abitato da discendenti di queste famiglie contadine.

Durante la visita al Castel di Tor a San Martino in Badia è possibile ammirare questa pergamena con testo miniato (nella foto in alto). Si tratta di un documento che porta la data del 6 aprile 1347, redatto ad Avignone durante il pontificato di Clemente VI: concessione di indulgenza a sei chiese della Val Badia (Pieve di Marebbe, San Vigilio, Rina, San Martino, San Leonardo e Corvara). Il documento porta il sigillo di nove cardinali.

Le sale del Castello, adibite a museo, sono ricche di antichi reperti storici di uso quotidiano. Antiche stoviglie, come pentole e attrezzi da cucina, telai in legno per la tessitura, si alternano agli arredi di un tempo, come i letti riscaldati dalle stufe a legna che troneggiavano all’interno delle sale dove la famiglia viveva durante il giorno. Una occasione da non perdere, dunque, quella di visitare il piccolo abitato di San Martino in Badia per salire al Castello di Tor, ricco di storia a testimonianza di tradizioni millenarie degli abitanti della Valle.

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Esposizione di ammoniti fossili, rinvenute nella zona del Castello

® All Right (foto di Massimo Manfregola)

Turismo, Arte e Cultura

About the author

Massimo Manfregola è un giornalista con esperienze nel campo della comunicazione della carta stampata e della televisione. È specializzato nei settori del giornalismo motoristico, con una particolare passione per l’approfondimento di tematiche legate all’arte e alle politiche sociali.
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