Contro l’asfissiante burocrazia i viticoltori del Monferrato promuovono il Testo Unico

mag 13, 2016 No Comments by

CASTAGNOLE MONFERRATO – «In Vino Veritas» dicevano i latini, facendo intendere che la verità è spesso nascosta nel fondo di una bottiglia bevuta con una certa libertà senza considerare le conseguenze sui freni inibitori del nostro subconscio. Troppo spesso accade, invece, che la burocrazia intralci quel percorso naturale e virtuoso dei viticoltori italiani, costretti a districarsi in montagne di carte e certificazioni indispensabili per espletare gli iter legislativi imposti dal nostro farraginoso sistema amministrativo.

L'azienda agricola Montalbera della famiglia Morando

L’azienda agricola Montalbera della famiglia Morando

Di tutto questo se n’è discusso nel convegno organizzato nel Monferrato da Confagricoltura Asti, negli accoglienti locali dell’azienda agricola Montalbera della Famiglia Morando. Il tema del simposio contiene una domanda che poi è una sorta di provocazione: «Testo Unico del Vino: vera semplificazione o ulteriore complicazione?». La formula “vincente” per una cura dimagrante della burocrazia che attanaglia l’intera filiera del vino. Ottantanove articoli suddivisi in otto capitoli per snellire la burocrazia che zavorra il mondo del vino, tutelare la filiera e sgravare i costi sostenuti dalle aziende agricole. È questa la proposta contenuta attraverso gli obiettivi del Testo Unico Della Vite e del Vino presentato all’ultimo Vinitaly e al centro del convegno promosso da Confagricoltura al quale hanno partecipato in primis Massimo Forno, presidente di Confagricoltura Asti, e Franco Morando, titolare di Montalbera, concordi nel ritenere che il Testo Unico sia un’ottima base di partenza per snellire un sistema burocratico elefantiaco e incentivare la valorizzazione del prodotto, il vino,  che nelle terre dell’astigiano trova la sua massima espressione qualitativa.

Franco Morando, titolare dell'azienda dove si è svolto il convegno

Franco Morando, titolare dell’azienda dove si è svolto il convegno

Il relatore dell’atteso provvedimento è l’onorevole Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera. Palma Esposito, responsabile nazionale della sezione vitivinicola e olivicola di Confagricoltura, ha analizzato nel dettaglio gli aspetti salienti del Testo, che dovrebbe diventare operativo già dalla prossima vendemmia, che prevede fondi per la tutela dei vitigni autoctoni italiani e il “ravvedimento operoso”, che consente al produttori di sanare le inadempienze prima degli accertamenti.

Per Andrea Faccio, presidente nazionale della sezione vitivinicola Confagricoltura, il mondo del vino con l’approvazione del Testo Unico ha voluto essere all’avanguardia e Conmasman_vino_Ruchèfagricoltura ha dato prova di grande maturità muovendosi compatta. È emerso un dato critico relativamente alla repentina avanzata del digitale nel mondo del vino che ha finito per evidenziare alcune difficoltà incontrare dagli imprenditori piemontesi nelle comunicazioni con il sistema telematico a causa di ripetuti errori di programmazione. Il timore è che la digitalizzazione possa rivelarsi un pericoloso “boomerang” per le aziende ancora poco strutturate nella gestione digitale dell’attività che, così come ha anticipato l’onorevole Fiorio, dal 1° gennaio del 2017 diventerà un prerogativa primaria per i viticoltori vista l’introduzione del registro telematico di cantina.masman_convegno 12 maggio (platea)

C’è poi una dato non trascurabile per quanto riguarda la crisi che si è abbattuta sulle imprese agricole: dal 2000 a oggi in Italia hanno chiuso oltre 310.000 aziende del settore. Poi esiste il problema delle frodi e quindi dei controlli che nel nostro Paese sono fra i più efficaci al mondo. Ne è la prova il fatto che Valoritalia è giunta a coprire il 70% del quantitativo nazionale dei vini Docg, Doc e Igt, attività di tutela che garantisce un valore aggiunto ai nostri prodotti che rappresentano un’accellenza planetaria.masman_bottiglia_vino_Ruchè

Protagonista della tavola, a conclusione di una giornata di grande interesse, è stato il principe rosso del Monferrato, il Ruchè, prodotto dall’azienda agricola Montalbera.

Massimo Manfregola – giornalista

13/5/2016

credits e photo: Ufficio Stampa Confagricoltura Asti

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Massimo Manfregola è un giornalista con esperienze nel campo della comunicazione della carta stampata e della televisione. È specializzato nei settori del giornalismo motoristico, con una particolare passione per l’approfondimento di tematiche legate all’arte e alle politiche sociali.
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