Giacomo Agostini, l’uomo dei record è ancora in sella

mag 30, 2019 No Comments by

ROMA – È l’uomo dei record imbattuti. Nessuno in tanti anni è riuscito ancora ad eguagliare il numero dei suoi 15 mondiali vinti nelle gare di motociclismo. Nessuno meglio di lui quanto a numero di vittorie consecutive in gare iridate: snocciolarle tutte sarebbe un rompicapo inutile, perché alla fine è l’uomo che conta. Tutto il resto sono numeri messi in fila, e fredde statistiche che hanno un senso solo se conosci chi è l’artefice di tanta gloria.agostini_

Sarebbe sufficiente andare avanti per riferimenti, senza citare nemmeno che la persona di cui si parla è Giacomo Agostini: “Ago” o “Mino” per coloro che hanno vissuto le sue gesta a cavallo degli anni Sessanta e Settanta. È stato uno dei pesimassimi della storia del Motociclismo mondiale. Recordman per eccellenza nel Mondiale proptotipi e non solo, visto che nella Classe 350 vinse tutte le 15 gare in cui prese parte nel 1968 e nel 1969.3cK4rOpXCKU

È stato un vero idolo all’epoca, e anche il suo fascino finì per contribuire a renderlo una icona di quei tempi, spopolando non solo sulle piste più famose di mezzo mondo ma anche per i consensi che sapeva ritagliarsi fra il gentil sesso, tanto che molto presto l’appellativo di dongiovanni gli calzò a pennello. Anche il Cinema si accorse di lui. Pietro Germi, famosissimo regista dell’epoca, agli inizi degli anni Settanta era disposto a firmargli un assegno in bianco pur di averlo come protagonista in uno dei suoi film. Ma Ago rifiutò, per non tradire il suo vero amore: le competizioni.

L’unica concessione che fece alla sua breve ma intensa carriera cinematografica fu per quattro film che avevano come tema quello delle competizioni, dei motori, l’ambiente in cui non doveva recitare un ruolo diverso rispetto a quello che vestiva abitualmente. Persino Enzo Ferrari si interessò a lui, tanto da convocarlo per un provino sulla pista di Modena verso la fine degli anni Sessanta assieme a tre giovani di belle speranze come Andrea De Adamich e Ignazio Giunti, alla guida di una Ferrari Dino 206 S Berlinetta.

Seppe stupire persino il Grande Vecchio all’epoca, perché nel confronto con i suoi antagonisti la scelta fu netta e per nulla sofferta. Ma Enzo Ferrari, uomo eccentrico e di grande temperamento, non era disposto a dividerlo con nessuno, tantomeno con il mondo delle due ruote. E così la decisione di Agostini fu quella di proseguire la sua avventura con la MV Agusta.06_Monza_GP_delle_Nazioni_1968

Solo più tardi, quando ebbe finito di completare il suo palmares di vittorie e di titoli mondiali nel motociclismo, volle sfruttare popolarità e sponsor – quest’ultimi sempre pronti a ricoprirlo d’oro – per raccogliere la sfida con le auto da corsa, tanto che nel 1978 esordì in Formula 2 (Chevron B42 a motore Bmw). In totale completò tre stagioni con le quattro ruote, concludendo le ultime, due senza grandi clamori, nella Formula 1 Aurora con una Williams FW06.

Giacomo Agostini ai tempi in cui correva in F.2

Giacomo Agostini ai tempi in cui correva in F.2

Giacomo Agostini ha superato la soglia dei Settanta da un pezzo, e il 16 giugno prossimo aggiugerà un altro tassello alla sua collezione di primavere. Ma il suo spirito è quello di sempre. Ogni occasione per indossare casco e tuta sono buoni, pur di mantenere un contatto reale con quel mondo che gli ha donato popolarità e benessere; un benessere soprattutto interiore, probabilmente senza molti rimpianti. Forse il vero segreto per poter dire di aver vissuto una vita sempre al massimo.agostini_Schermata 2019-05-28 alle 09.38.46

A Varano dè Melegari, in occasione dell’Asi Moto Show che si corre ogni anno per rinnovare una kermesse con le moto e i centauri di ogni epoca, c’era ovviamente anche Ago assieme a suo figlio Piergiacomo. Hanno girato in pista assieme come se fossero due gemelli con tute, caschi e moto identiche. Solo il numero sull’apposito spazio frontale della loro Yamaha li differenziava, perché per quanto si possa avere lo stesso sangue e portare lo stesso cognome, il Numero Uno spetta sempre e solo al Campione.

Guardando quelle immagini e le foto di Ago a Varano, mentre stringeva mani e firmava autografi, ho pensato di cercare il suo numero nella mia rubrica, quella dove conservo meticolosamente i miei contatti. Molti anni addietro ricordavo di averlo cercato per una intervista e lui mi raccomandò di spedirgli il giornale perché ci teneva ad averne una copia. Infatti, a fianco del suo numero di telefono, conservo ancora il suo indirizzo di casa.giacomo_agostini_Schermata 2019-05-28 alle 15.07.57

Decido di chiamarlo. Ma prima verifico se il numero che avevo è ancora lo stesso. Allora provo a inserire il numero su Whatsapp: sul contatto mi appare in modo inconfondibile la foto della MV Agusta che impenna su un tracciato stradale. Il casco è quello dell’epoca anni Sessanta a scodella con il tricolore e occhialoni scuri sugli occhi. Capisco che il numero di telefono di Giacomo Agostini non è cambiato.Screenshot_Agostini_WhatsApp

È un campione di cordialità Giacomo Agostini, e parlare con lui è un esercizio che non ti stanca mai. I suoi ragionamenti sono senza sbavature, e il suo pensiero percorre traiettorie lineari, secche e precise. Non si tira mai indietro quando bisogna affrontare discorsi scomodi o scivolosi. Sa essere risoluto e incisivo come in una staccata per l’inserimento in curva. Un fuoriclasse.

Massimo Manfregola – giornalista

29/5/2019

L’INTERVISTA A GIACOMO AGOSTINI IN OCCASIONE DELl’ASI MOTO SHOW DI VARANO

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Massimo Manfregola è un giornalista con esperienze nel campo della comunicazione della carta stampata e della televisione. È specializzato nei settori del giornalismo motoristico, con una particolare passione per l’approfondimento di tematiche legate all’arte e alle politiche sociali.
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